Casisano

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Località Casisano, 52
53024 Montalcino SI

Di privati, di preti, “giardini segreti” tra le case, lungo le antiche mura ed ai piedi dei campanili delle chiese, come quelli più antichi attorno ai quali sono sorti i grandi Conventi della città, quello di Sant’Agostino nella parte più alta, quello di Santa Caterina da Siena a metà strada, e quello di San Francesco in quella più bassa, con una vista impareggiabile su Montalcino ed i suoi spazi verdi tra strette vie e antichi palazzi. Tutti curati dagli abitanti della città come facevano i loro antenati, quando, in passato, rappresentavano una fonte quasi inesauribile di provviste in tempo di guerre ed assedi. Sono gli “orti urbani” di cui Montalcino è pionieristicamente ricca ancora oggi: nel Medioevo e ancora ai primi dell’Ottocento se ne contavano ben 250, e tutti dentro le antiche mura. E tutti accomunati da una grande varietà di colture, coltivate rigorosamente seguendo le stagioni, ma anche secondo la sapienza antica fondamentale nel “misurarne” qualità e quantità: viti e olivi – i più preziosi anche nei secoli passati – accanto ad alberi da frutto di ogni tipo, come peschi e ciliegi, meli, susini, pomi e peri, e ancora giuggioli, mandorli e fichi, con in mezzo le verdure cui attingere per preparare le ricette tipiche della cucina del territorio, dai pomodori ai fagioli, dai carciofi alle bietole, dalle cipolle alle zucche, dal prezzemolo a sedano e carote.

Tutt’attorno, la restante parte è organizzata in bellissimi giardini, con rose, iris, mughetti, ma anche piante spontanee e persino capperi, senza dimenticare le erbe aromatiche, dalla salvia al rosmarino, dalla menta al timo, contornate di malva, alloro e lavanda. Forniti di fonti e pozzi per l’auto-irrigazione (oltre che di un’impareggiabile vista sulla Val d’Orcia) e organizzati e suddivisi in terrazzamenti, molti sono così ancora oggi, recuperati dall’abbandono – tra questi c’è anche quello del progetto del “Laboratorio Winenews per l’Educazione al Gusto” dedicato alle scuole – nella consapevolezza che la storia ed il fascino di Montalcino devono molto anche alla loro presenza.

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